
Voglio essere un albero
Nei giorni di ‘festa comandata’ sento l’aria diversa: respiri di leggerezza, lentezza e spensieratezza che quasi riesco a vedere intorno alle persone, alle case, ai cortili.
Poco da dire… amo questo filtro.
Un pensiero, sentendomi attorno, sorge spontaneo.
Gli alberi inspirano ed espirano, gli uccellini cantano ed il sole illumina e riscalda le giornate… le nuvole talvolta fanno la loro comparsa (lo fanno spesso in pianura padana…purtroppo).
Tutto avviene a prescindere dalla ‘festa’ o dagli impegni lavorativi.
Tutto avviene a prescindere da me.
La natura non ‘fa’, ma ‘è’.
E io?
Io spesso ‘faccio’ ma non ‘sono’.
Sono tante le cose da fare…
Ma quando mi concedo di ‘essere’ e basta?
Permetto al calendario di governare e regolare questa magnifica sensazione di leggerezza.
Il Lunedì di Pasquetta me la concedo, questa leggerezza: leggo quel libro che da giorni pensavo di iniziare, mi siedo al sole in cortile, metto il costume.
Cosa mi vieta di farlo anche in un giorno qualunque?
Gli alberi sono alberi, sempre.
Quando riesco a stare nella leggerezza e nella presenza, vivo ogni secondo. La vita sembra più densa, più vissuta, meno ‘comandata’. Eliminato il pilota automatico.
La vita sembra più viva.
Io voglio vivere nella leggerezza.
Io voglio vivere nella bellezza. Quella bellezza del cortile in primavera, del caffè fatto con la moka celeste e bevuto con calma.
Io voglio vivere nella leggerezza e nella bellezza anche nei giorni di non ‘festa comandata’.
Io voglio vivere nella calma, nella pienezza di ogni secondo.
Questo specifico secondo sà del tuo respiro, di crema solare, di risate tra le colline, di caffè, di sole e di brezza.
Cortile. Lunedì 6 Aprile 2026. Pomeriggio.
Sole, pochissime nuvole. Vento fresco.
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